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!! Cose Spaventose dei Vallanzaska !!
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Uscita: Cose Spaventose dei Vallanzaska
Tipo: CD, MC e LP
Anno: 2007
Casa Discografica: Maninalto!
Comunicato: L’ALBUM
“Cose spaventose”, etichetta Maninalto!, è il quinto gioiello dei Vallanzaska. 12 brani dal peso specifico elevatissimo. 12 canzoni piene, importanti, fondamentali per il gruppo di riferimento dello ska italiano. Con “Cose spaventose” i Vallanzaska raggiungono quello che ogni gruppo brama: l’invenzione di un genere proprio. Un marchio di fabbrica, uno stile unico: lo “stile Vallanzaska”. Le tracce di “Cose spaventose” trasudano messaggi e freschezza compositiva sia nelle musiche che negli arrangiamenti come nelle liriche. Il tema ricorrente della fine, della morte culturale, della cecità di fronte al destino viene affrontato nelle forme più bizzarre e divertenti, ma anche agghiaccianti per le corde che riescono a toccare. Le riprese in studio sono curate come mai in precedenza. Suoni caldi, molto live, raggiunti grazie alle riprese in diretta, alle microfonazioni della batteria stile Beatles, all’uso di amplificatori anni ’60. Il risultato è un suono tanto raffinato quanto graffiante. I Vallanzaska avevano il dovere morale di scuotere il mondo dello ska. Con “Cose spaventose” lo fanno.
Se vi chiedessero cosa portereste nella tomba la risposta ora c’è: “Cose spaventose” !
“COSE SPAVENTOSE”
GUIDA ALL’ASCOLTO
1) La ninna nanna del becchino
Il brano d’apertura del disco spiazza subito: è la ninna nanna che i Vallanzaska cantano ad un fantomatico becchino. Tra violini e ritmi ipnotici la canzone ha qualcosa di visionario, tanto che ci si potrebbe chiedere se la band meneghina non sia impazzita. Un manifesto.
2) Il sogno del becchino
Le ninne nanne servono per entrare nel mondo dei sogni: i Vallanzaska lo sanno e posizionano questo brano di seguito al primo. Un sogno dunque, un sogno di canzone. Incredibile mix che sembra essere stato commissionato da un Tim Burton dei Balcani.
3) Conan at the disco
I milanesi Vallanzaska sono celebri per i loro ritornelli ultra orecchiabili composti sempre senza calcolo, per puro divertimento. Questa canzone entra a pieno titolo tra le hit del gruppo. Attenzione: è in inglese!!! Un misto tra i Madness e i Scissor Sisters. Nasce tormentone. Una bomba da discoteca.
4) W la repubblica
Evitate di ascoltare questa canzone se siete monarchici. Mai nessuno ha osato tanto contro il re. Come si fa a parlare di un personaggio molto discusso da sempre senza nominarlo, facendo un affresco nitido della sua vita in pochi versi e accompagnare il tutto con una musica dagli arrangiamenti sublimi? Se fino ad ora non esisteva una ricetta, i Vallanzaska l’hanno trovata!
5) Titanic orkestar
La tragedia del Titanic è reale e porta i suoi fantasmi sino ad oggi. Si racconta che mentre il transatlantico affondava, l’orchestrina avesse l’ordine di continuare a suonare allo scopo di tranquillizzare i passeggeri che sarebbero morti da lì a poco. Ancora oggi si balla e si canta davanti alla fine imminente: quella culturale. Basta accendere la tv. Ospiti azzeccati gli Apres la Classe che fanno il gioco dei Vallanzaska nel ritornello in lingua francese.
6) Uomo nudo, donna nuda
Immaginare cosa sarebbe successo all’umanità se Adamo ed Eva non avessero assaggiato la mela è nelle Sacre Scritture. Il fatto che l’abbiano fatto è il mondo d’oggi. I Vallanzaska danno voce al serpente che elenca le tentazioni materiali moderne, il tutto in stile western!
7) Fiaba I
Il tema del becchino ritorna in questa traccia. Il gruppo suona pura improvvisazione e la Dava non si risparmia. Una fiaba horror per bambini, un mondo assurdo che potrebbe celare significati nascosti. Il piacere di divertirsi senza forzare niente, un momento di puro live. Forse una traccia che loro stessi non sapevano si stesse registrando in quel momento: vero reality musicale.
8) Il senso dei 5 sensi
Una canzone cattivissima nelle parole e dolcissima nella melodia. Un rapporto generazionale tra due figure misteriose dal dialogo impossibile. Un inno al decadimento fisico, al deperimento dei sensi in continua lotta con la forza dirompente della vita e della giovinezza. E come in ogni conflitto generazionale che si rispetti, anche qui l’esclusione di colpi non è contemplata. Illuminante e senza pietà.
9) Maratoneta
E’ ultimamente di gran moda correre la maratona. Per i Vallanzaska il maratoneta è anche quello improvvisato che affronta a piedi la città di notte per raggiungere la sua bella. Tra citazioni e ritmo serrato il gruppo invita l’ascoltatore a mettere nel lettore mp3 questa traccia e correre seguendone il ritmo. Freschezza, voglia di muoversi…si sente il profumo della primavera.
10) Cover band
Una canzone contro la crisi della creatività. Una creatività annientata dalla paura di cambiare e proporre qualcosa di nuovo. Le cover band hanno il loro diritto di esistere e una dignità che i Vallanzaska non discutono. Ma se fosse vero il dubbio che assale appena finito il brano, ovvero che si stiano riferendo ad alcuni loro blasonati colleghi…qui si rischia un piccolo terremoto nel mondo cosiddetto “underground”.
11) Caravaggio
Ai Vallanzaska non piace la banalità. “Caravaggio” è una canzone da guinness dei primati per una caratteristica che salta subito alle orecchie. Con questo brano swing stupendamente arrangiato l’ascoltatore si farà sicuramente una domanda: o i Vallanzaska si sono rincoglioniti oppure…tutto il contrario. Per tutti: dal bambino al nonno.
12) Mongolfuori
Ultimo brano ma solo per posizione in scaletta. Un tema di fiati tra i più belli che abbiano mai scritto i Vallanzaska, chitarre acustiche (!?!), un testo leggerissimo che parla di partenze, di voglia di fuga come il regista Gabriele Salvatores ha raccontato nella sua trilogia del viaggio (“Turnè”, “Marrakech Express” e “Mediterraneo”) e un accenno spensierato al problema del proibizionismo, inteso anch’esso come fuga. Se poi il gruppo aggiunge un ritornello così, il gioco è fatto. Una curiosità: i Vallanzaska si fanno pubblicità da soli durante la canzone. Non si era mai sentito nulla del genere!
BIOGRAFIA
1991
Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, nascono i Vallanzaska. Cantina, sudore, cantina per passare dalle cover dei Madness ai pezzi propri e farsi quindi notare dalle liceali milanesi.
1994
Esce “Otto etti di ottagoni netti”. La prima recensione di Steve Valli permette l’esordio con il botto: “geniali e bravissimi”. Condividono in palco con Elio e le Storie Tese, partecipano al primo Moonstomp Ska Festival, interpretano lo spot Heineken con il loro inconfondibile ska.
1998
Esce “Cheope”, disco rivelazione dello ska nazionale. Canzoni come “Reggaemilia”, “Boys from Comasina” e “Cheope” lo rendono una pietra miliare per questo genere. L’album sarà presente per sei mesi consecutivi nella classifica di vendite di “Musica & Dischi” nella sezione indie. Dopo quasi 10 anni le canzoni contenute nell’album sono ancora veri must per i dj set alternativi di tutti i club italiani. I Vallanzaska accompagnano gli OffSpring nell’ indimenticabile tour del ‘99
2001
Esce “Ancora una fetta”, terzo disco del gruppo. Due video girati ad Amsterdam con la collaborazione dello “Studio 180”, leader negli spot di prodotti sportivi. Il video di “Licantropite” viene clamorosamente “scopiazzato” dall’artista internazionale Fat Boy Slim.
2004
Viene creata Maninalto!, indie label dietro cui si nascondo alcuni degli stessi Vallanzaska, con la quale producono il loro quarto disco “Si si si no no no”. Partecipano a tutte le puntate della trasmissione comica “SuperCiro” in prime time su Italia 1 (loro la sigla ed i jingle). L’innovativo videoclip “Si si si No no no”, per la regia di Roberto Burchielli e NextMediaLab ha una buona rotazione televisiva (MTV, All Music, Rock Tv….) e vince numerosi premi. Il singolo “Si si si No no no” diventa la sigla per il programma “Container” su Radio 101. Sono ospiti alle prime 2 edizioni del “Festival della Musica di Mantova”. Si esibiscono anche in spettacoli teatrali con varie personalità del mondo della cultura: Nando Dalla Chiesa, Ricky Gianco, Gigio Alberti, Patrizio Fariselli e il premio Nobel Dario Fo. Il “Si si si No no no TOUR” vanta ben 143 concerti. Le canzoni dei Vallanzaska vengono usate come commento musicale in numerose trasmissioni tv, da “Paperissima” a “Lucignolo”, da “SuperCiro” a “Quelli che il calcio”.
2007
I Vallanzaska entrano in studio di registrazione a fine febbraio dopo quattro mesi di quotidiano ed intenso lavoro compositivo. Il 18 Maggio esce “Cose spaventose”, quinto disco dei Vallanzaska prodotto sempre da Maninalto!
La storia continua…
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