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Skaweb: "Cose Spaventose", il vosto quinto disco uscito a Maggio di quest'anno, segna la nascita dello "stile Vallanzaska". Su cosa è basato questo nuovo stile? Quanto questo disco si differenzia da "Cheope", l'album che vi ha consacrato?
Vallanzaska: Lavorando a “Cose Spaventose”, dopo 16 anni di storia e composizioni, quattro dischi e anni di crescita nelle autoproduzioni con la nostra etichetta Maninalto! c’è stata la possibilità finalmente di potere affrontare la scrittura dei brani con una tranquillità che è frutto della lunga esperienza che il gruppo ha. Una tranquillità legata anche al senso di libertà totale nel poter scegliere e risolvere una questione stilistica, anzi La questione stilistica che per noi rimane fondamentale su tutto: come affrontare nel 2007 la composizione di disco di musica ska?
Scrivere qualcosa che fosse una banale continuazione dei lavori precedenti non è una risposta accettabile. Tenendo come punto di riferimento fondamentale che lo ska è il genere dei Vallanzaska, il nostro lavoro è stato principalmente quello di affrontare il genere avendo la convinzione che un gruppo come il nostro debba dare un contributo all’evoluzione del genere che gli ha dato tanta fortuna, come nel ’98 facemmo con “Cheope”. Una fortuna che va alimentata proprio con lo studio atto a dare nuove chiavi di lettura del genere stesso. Tra tematiche, registrazioni live dei brani, introduzione di strumenti solo apparentemente lontani dallo stile in levare, come i violini o le chitarre acustiche, alcune strutture delle canzoni innovative, lo “stile Vallanzaska” ha preso forma. Chiedendoci cosa sia lo “stile Vallanzaska” citi una recensione che a noi sta molto a cuore nella quale questo sforzo in “Cose spaventose” viene pienamente riconosciuto. Anche noi, come hai fatto tu, abbiamo fatto nostra questa frase.
Skaweb: Nelle canzoni "Titanic Orkestar" e "Cover Band", presenti in "Cose Spaventose", la nave che affonda e la cover-band simboleggiano la caduta culturale e artistica che la nostra società sta attraversando. Da che cosa nasce questa convinzione?
Vallanzaska: Lo stesso titolo “Cose spaventose” è una critica al decadimento culturale, alla morte sociale che l’Italia sta attraversando. E’ noto che in qualsiasi periodo storico le critiche alla condotta sociale non manchino; noi scrivendo un disco non possiamo rimanere indifferenti a ciò che ci circonda, anzi, da lì, oltre che dalla fantasia, prendiamo gli spunti. La tv sta avvelenando le menti anche dei più piccoli, e facendo così sta preparando una futura generazione di teleinscatolati che non avrà senso critico e si fiderà solo di ciò che gli dirà la tv. Non saprà se ci sono guerre se quella guerra non interesserà al canale che sta guardando. L’individuo che non avrà il quarto d’ora di celebrità wharoliano si sentirà un fallito, e il nuovo, nel senso della novità, del frutto della creatività, verrà buttato giù dalla torre perché si potrà sempre rimaneggiare il vecchio che solo perché è già sentito, darà tanta sicurezza a discapito della fantasia e della creatività pura.
Skaweb: All'interno di "Cose Spaventose" sono presenti due tracce quanto meno bizzarre: "Fiaba I" e "Caravaggio". Siamo curiosi di capire come sono state partorite queste canzoni.
Vallanzaska: Durante le registrazioni abbiamo deciso di ritagliarci una giornata particolare dedicata all’improvvisazione pura. “Fiaba 1” non è che un frammento di quel che è venuto fuori da quel fantastico pomeriggio. La parte musicale riprende vagamente il tema della seconda traccia “il sogno del becchino”, la parte vocale si avvicina anch’essa al tema del becchino
e dell’horror, anzi dell’horror ska che pervade il disco. Lo stesso “ska del moscerino” nella ghost track è frutto di quelle ore.
“Caravaggio” è invece frutto del processo contrario. E’ stato quindi meditato e preparato in tutti i suoi aspetti. All’inizio avevo intenzione di fare un testo sui maestri del colore, poi mi sono reso conto di quanto suoni bene la parola “Caravaggio” e di quanto lei da sola sia capace di creare un mondo magnifico. A quel punto ho pensato di ripetere la stessa parola e di interpretarla nel corso della strofa, del ritornello e del ponte come se fosse un testo normale. L’abbiamo fatta ascoltare ad alcuni amici e ci siamo resi conto che a loro, come a noi, suscitava qualcosa di colorato e bello. La musica stessa è curatissima proprio per dare il massimo a qualcosa che solo apparentemente è banale, quanto dire Caravaggio su tutto il testo. Abbiamo inoltre scoperto che è un esperimento mai fatto prima. Ma qualcosa di simile lo facemmo già con “ancora una fetta”: nella canzone “italian song” il testo è un collage di frasi delle più famose canzoni italiane. Riordinate come abbiamo fatto noi le stesse frasi insieme creano un testo a sé, completamente nuovo.
Skaweb: Prima dell'uscita del vostro ultimo disco avete reso disponibile l'ascolto gratuito di due nuove canzoni sul vostro MySpace. Cosa ne pensate di questa nuova possibilità per pubblicizzare i cd musicali?
Vallanzaska: E’ un’ottimo veicolo per dare un assaggio del nuovo lavoro se sei una band già affermata, oppure un giocarsi il tutto per tutto se sei giovane e vuoi gridare al mondo che hai scritto qualcosa che hai bisogno di fare sentire. A me piace myspace proprio perché se ti sbatti a farti conoscere c’è ancora possibilità di essere cagato. Non escludo che sia nato proprio per aggirare la discografia brontosaura oramai sorda al fermento creativo o semplicemente al gusto del rischio per qualcosa di nuovo.
Skaweb: Alcune vostre canzoni sono state usate in diverse trasmissioni televisive: "Paperissima", "SuperCiro" e "Quelli che il calcio", tanto per citarne qualcuna. Cosa si prova a sentire il proprio lavoro alla tv durante una trasmissione con una visibilità così alta?
Vallanzaska: Fa piacere ma la cosa che fa impressione è che un passaggio su quei programmi ti fa girare l’italia con i concerti perché sei quello di superciro e non interessa a nessuno se ti sbatti da 16 anni. Capita che la gente conosca la nostra hit “sisisi nonno” a memoria ma non sa chi siano i Vallanzaska. L’hanno sentita in tv e per loro è una canzone della tv. Punto e basta.
Skaweb: La nascita dei Vallanzaska è datata al 1991, ormai sono 16 anni che la band è all'attivo. Siete uno dei gruppi ska più longevi in Italia. Come si è evoluto in questi anni il panorama ska italiano?
Vallanzaska: Lo ska in italia e nel mondo, con la sua conseguente scena, va su e giù da sempre. Bravi oggi ci sono gli ska-j, i makako jump… Personalmente, da un po’ di tempo, trovo però la scena ricca si di gruppi ma con poche idee, molti cloni e poca creatività. Noi, credendo di esserci riusciti, abbiamo provato a scuotere la scena e darle delle nuove direzioni proprio con “Cose spaventose”.
Skaweb: Grazie della bella intervista e degli ottimi spunti di riflessione musicale e sociale che ci avete dato. In bocca al lupo per il vostro tour e appuntamento il 5 Luglio a Cagliari al Corto Maltese!
Vallanzaska: Carissimi di Skaweb un abbraccio e un augurio per tutto il vostro bel lavoro da parte della Dava e dei Vallanzaska.
Ci vediamo in Sardegna che è pure la nostra regione preferita! (però abbiamo detto la stessa cosa per la Basilicata per una webzine di Potenza!!! No dai, scherzo…)
Ciao Grandissimi!
Vi ricordiamo anche di visitare anche www.myspace.com/maninalto
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